venerdì 13 giugno 2008

La Forza della Contraddizione


Se essere coerenti con ciò che si dice o si fa, visto dall'esterno può sembrare apprezzabile, la visione introspettiva di questo comportamento, rivela al mio ascolto una rigidità non costruttiva.

Mi accorgo che praticando lo Shiatsu, col tempo la mia capacità di ascolto aumenta. Riesco ad ascoltarmi e osservandomi dall'esterno, spesso mi accorgo che la mia mente è arrogante, rigida e coerente. Grazie allo Shen, che potrei definire come coscienza, visto che la parola spirito è per me altisonante e astratta, riesco a ridere dei miei pensieri. Valuto così la loro inconsistenza, la loro volatilità, come l'alcool mi porta alla sbornia, loro, i pensieri mi portano alla mancanza di lucidità. Essi raccolgono la rabbia sepellita nelle mie viscere, fuggita dai verdi prati del mio fegato, e costruiscono torri di babele dove la mia mente non sa ciò che dice il mio cuore e la mia pancia parla in aramaico. Per questo mi vedrete scrivere e dire cose del tutto incoerenti tra loro. Il mio cuore sta facendo spazio in Sè, accoglie lo Shen. Sono un sito in fase di costruzione e, se un giorno inveisco rabbioso contro l'attimo fuggente, il giorno dopo ne apprezzo la manifestazione, sempre libera dal tempo, ma non per questo meno vitale. Lo dico e mi contraddico, emplema del problem solving, imparo a cambiare strada.

lunedì 9 giugno 2008

Ricordo del Futuro


Non ho memoria per il passato. I ricordi del passato sfuggono dalla rete che la mente impone loro innanzi. Ricordo invece il futuro. Credete sia impossibile? La mia mente fugge il passato per cercar ristoro nel futuro incerto, ma pur sempre futuro. Il presente è un invenzione degli intellettuali dello spirito, che assicurano a noi comuni mortali che l'attimo fugge, ma con le dovute tecniche, dicono, è possibile permanervi. Espandere nell'attimo la propria coscienza dilata il tempo fino ad annullarne lo scorrere dal passato al futuro, ci assicurano i Maestri di diverse estrazioni sociofiloteologiche. Ma mi chiedo: è proprio antivitale godere dello scorrere del tempo e godere del ricordo del futuro? E' proprio necessario annullare il + e il -, il movimento del sessotempo maschio/femmina? Non è forse questo orgasmico movimento che chiamiamo vita a renderci innamorati? Maestri di tutti i tempi consigliate forse la morte come panacea per lo Spirito? Perchè mai dovremmo? Grazie ma l'illuminazione può aspettare.

domenica 8 giugno 2008

Follia


Ciò che viene comunemente etichettato come insana follia, aberrazione mentale, malattia della mente, potrebbe essere la reazione dell'essere umano di fronte a Sè stesso, alle proprie paure, alla sconsiderata crudeltà del Mondo che opprime ogni slancio di Essenza? Non saprei. So che chi ha vissuto l'istituzione manicomiale in prima persona, sulla propria pelle, ha potuto sperimentare la schiavitù a tutto tondo: da una parte la propria mente coi fantasmi e le paure, reazioni di un indifeso d'innanzi ai soprusi delle persone una volta care, poi perdute per sempre dietro l'oblio della Violenza, spesso veste lisa di un disperato gesto d'amore, dall'altra la crudeltà del sadismo umano riversato gratuitamente da miseri personaggi responsabili delle nefandezze che il Matto legato, derubato, leso nell'onore e nella dignità, privato dell'uso della ragione dalla pratica elettroscioccante e dai cocktail farmacologici, privato della proprietà di se stesso, ha subito.
Ora le cose sono cambiate. Una cosa sembra essere rimasta. La Paura. Paura del diverso, del buio che dal pozzo nero dell'inconscio si palesa nello sguardo del Pazzo. Io provo ansia nell'affrontare questa paura, ma l'affronto. Il bacio bavoso di un uomo, umile gesto d'affetto che tutti sembrano rifiutare, può mettere in relazione chi lo riceve con tutto l'amore mancato a questo uomo che, da vecchio sta cercando di recuperare la sua infanzia, derubata dal rifiuto dei cari e di chi sà giudicare un folle come tale. Accetto la follia come parte del mio essere, e il Matto non mi sembra poi più così lontano.
Giuseppe Bezzuoli, Follia che guida il carro di Amore Olio su tela - 1840

venerdì 6 giugno 2008

Perchè ?



Perchè? Solo un avverbio che costituisce la più banali delle questioni, oppure Dubbio dei dubbi che scardina le fragili assi su cui i piedi dell'umano Uomo compiono il tragitto verso il ricordo di Sè? Porsi d'innanzi la ragione delle cose è l'unica scelta responsabile che l'uomo dovrebbe compiere per poter realizzare il proprio destino? E' forse solo questa domanda apparentemente piccola che dietro il suo inflazionato e banalizzato utilizzo, nasconde il Reale mezzo per abbattere l'ignoranza che ci rende schiavi di una misera condizione umana non degna dell'Uomo?
L'antica saggezza cinese ci ricorda come una piccola goccia d'acqua, perseverando nell'urtare la dura roccia, sia ingrado di scavarla, modificarne la forma e pure dissolverla nel nulla. Il "Perchè?" potrebbe trovare nella goccia d'acqua la similitudine che meglio descrive la natura della propria funzione. La perseveranza nel porsi di fronte alla Ragione delle Cose, pur non conoscendola, in stato di totale assenza di aspettativa, ma con la Volontà di assorbirne l'Essenza, permetterà all'umano umanoide di lberarsi del piacevole involucro dell'ignoranza per incontrare nella sua durezza la Ragione. La Ragione è forse Verità, o ne rappresenta la copia in bianco e nero che prepara il terreno ai colori di quest'ultima, troppo intensi per esser accolti dall' ominide ad occhi aperti? Perchè? Chiedono i bambini utilizzando la reale natura dell'avverbio. Da adulti spesso dimenticheranno la Forza di questa domanda e verrà da loro utilizzata come semplice intercalare, come fosse elemento di comunicazione fine a se stesso. Cercare il Perchè delle cose ci renderà liberi? Non lo sò, ma sicuramente consapevoli di essere meno beati nell'ignoranza che dolce ci avvolge.
Eno